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                 LE NOSTRE PUBBLICAZIONI

LA MEMORIA RITROVATA

Perché ricordare?
Perché fa bene a se stessi, e pure agli altri.
Fa bene a chi racconta e a chi ascolta, perché nella rievocazione del passato, che spesso emerge in forma di leggenda sfumata, si ritrova quella parola che avremmo voluto udire e pronunciare per cantare la nostra gioia o lenire il nostro dolore.
Ci sono esperienze, nella vita di ciascuno, che lasciano il segno; a volte sono esperienze piacevoli, come il gioco e la festa, altre volte più serie come la scuola,  ed il lavoro, altre ancora più gravi e funeste come le vicende di guerra.
Così han detto e scritto gli amici di Solidarietà Viva che si sono incontrati in un “atelier della memoria” per condividere un vissuto lontano, sempre ed eternamente presente.
Il libretto che riporta le loro voci ha il pregio delle emozioni spontanee che si fanno più lievi e coinvolgenti, se appena sono rievocate e comunicate.


QUAND’IO MI RIVOLGO A RIMIRAR GLI ANNI

Il ricordo ancora.
Ma ora non è solo ricordo, o racconto.
Il “Gruppo della memoria” di Solidarietà Viva è tornato ad incontrarsi, a narrare ed ascoltare, per il piacere di camminare e di condividere.
Il discorso, nel nuovo lavoro, si è fatto memoria di vita, piccolo grande poema di viandanti che dipanano vecchie trame per ricomporle in cornici con nuovi contorni.
Si avverte, nel travaglio dei percorsi, la ricerca della parola che consola e concilia, la tensione ad un approdo che finalmente sia sicuro da tempeste ed angosce.
Così, visti da lontano, i fatti d’ ogni giorno prendono il sapore del rimpianto, pur là, nel labirinto ove a volte s’è rischiato di restare smarriti.
Riemergono allora i momenti salienti della nascita e dell’infanzia, le magiche attese e le cantilene, il primo amore, le persone e gli oggetti che ci son stati  compagni di famiglia.
Sono momenti che tutti abbiamo rievocato all’infinito, scorrendoli come grani di una preghiera che ci conforta e rassicura.


VIAGGIO PER IMPARARE LA SOLIDARIETÁ

Il libro trae spunto dall’esperienza di un gruppo di amici di Solidarietà Viva che hanno trascorso insieme alcuni giorni a Roma.
Quanto visto e sentito in sei giorni, 17-22 settembre 2004,emerge quasi spontaneamente dalle parole di chi scrive e racconta.
Ma si badi bene : non si tratta di semplice cronaca; il desiderio della condivisione trova ragioni più lontane, quando per la prima volta s’era pensato d’andare ad osservare da vicino come altri sanno praticare la solidarietà.
E quale luogo migliore di Roma?
Là dove tutto sembra fastoso e solenne, dove le istituzioni impongono rispetto, si nascondono anche disperate solitudini e doloranti miserie.
Ma Roma è pure la città dove  il messaggio cristiano  per primo venne a parlare di riscatto e di amore.
Così, partendo da ciò che abbaglia e stupisce,siamo andati alla ricerca di chi non ha voce per gridare la sua sofferenza e di chi è disponibile a spender la propria vita percorrendo i luoghi del bisogno e del dolore.
Il viaggio, pensato come “Tour della solidarietà”, a qualcuno ha dato modo di vedere gli “altri” con occhi diversi.
Se pur in qualche lettore lascerà una simile impronta, non sarà stato effettuato né raccontato invano.


GESTI D’AMORE PER UNA COMUNITÁ

L’opera, chè di opera si deve parlare nel duplice significato latino di attività che si traduce in fatto pratico o spirituale, e di impegno morale che si realizza in rapporti di aiuto e di servizio, si presenta come un concerto a più voci che esprimono comunanza e condivisione di vita e di pensiero.
Il contenuto, 400 pagine, e le collaborazioni, un centinaio, ci conducono per un cammino né breve né troppo lungo che, partendo dalle origini di un ristretto nucleo associativo, si evolve via via attraverso una comunità sempre più vasta.
Così, dai sogni iniziali, si passa ai costruttori  di un Villaggio e di una Associazione dove son passate figure indimenticabili, dove ancora molti, come confermano le testimonianze, si adoperano per il bene comune.
Il percorso non è celebrativo, né vuol essere strumento di compiacimento, quanto piuttosto un momento di riflessione per capire se quanto fatto, valeva la pena d’esser fatto, per cercare possibili miglioramenti, ed ancora per chiedersi se l’Associazione Solidarietà Viva, che oggi ha allargato i suoi orizzonti oltre l’ambito locale, potrà ancora, in futuro, offrire il suo filo di speranza a tante situazioni di bisogno.

LA CULLA DI LEGNO

  Chi più di un bambino può illuminare la giornata di un nonno?
E chi più di un nonno sa immergersi nel mondo dei bambini fino a condividerne sentimenti ed emozioni?
Ancora una volta l’incanto si è verificato con “La culla di legno” un libretto di piacevole aspetto, nel quale i racconti del Gruppo della memoria  di Solidarietà Viva hanno trovato , attraverso la fantasia degli alunni della Scuola elementare Nazario Sauro, un’interpretazione pittorica capace di far riflettere e gioire.
Quando due età apparentemente quasi agli antipodi riescono, con l’apporto della scuola e della famiglia,a mettere in comune il proprio sentire, significa che una generazione non è vissuta invano e che altre possono guardare con fiducia agli anni a venire.

 

VOCI E COLORI DI UNA COMUNITA'

 GAM editrice,2009

Perché dovremmo leggere poesia o fermarci ad osservare un quadro in un mondo di comunicazioni “facili” e veloci?

Questa pubblicazione ha cercato di dare una risposta ricordando come le parole di una poesia o il silenzio di un quadro, esplorando il  mondo interiore dell’individuo e cercando un rapporto con la società, educhino alla comunicazione.

Le voci di quindici poeti e di diciotto pittori della comunità del Villaggio ci riportano alle origini della civiltà quando segni e colori hanno dato vita alla comunicazione e quindi alla relazione tra gli uomini. I nostri amici scrivono e dipingono per se stessi, ma sentono di poter condividere i messaggi dei loro versi e dei loro quadri con tutti noi.

 

 

IL VILLAGGIO DEI SOGNI

I bambini del Prealpino raccontano il proprio Villaggio.

Come? Attraverso domande poste alle loro maestre, ai loro genitori, ai loro nonni. Il tutto corredato da bellissimi disegni realizzati da loro stessi. Sono disegni di case, di parchi giochi, della scuola e della parrocchia. Perché il “Villaggio dei sogni”? Perché è il Villaggio com’è e come lo vorrebbe l’immaginazione dei bambini. Quindi, un sogno proiettato nel futuro.

Il libro contiene due interessanti fotografie aeree in bianco e nero.

La prima, datata 1957, riprende dall’alto tutta l’area della campagna sulla quale verrà costruito il Villaggio, due anni dopo. La seconda, ripresa nel 1962, mostra il Villaggio già costruito, con le sue casette e vie ben ordinate. Rispetto a ciò che la fotografia mostra, il Villaggio si è ulteriormente ampliato nel tempo fino a comprendere la prima parte del limitrofo comune di Bovezzo.

Tutto questo bel lavoro di memorie e ricordi è stato coordinato dal professor Beppe Pasini, psicologo e psicoterapeuta, docente di Pedagogia all’Università di Milano Bicocca e di Brescia.

 

 

IL GIARDINO DELLA MEMORIA

Edito in occasione del cinquantesimo della fondazione del Villaggio Prealpino: 1959 – 2009.

E’ una storia lunga cinquant’anni, raccontata attraverso le testimonianze di coloro cha hanno abitato, e abitano, nel Villaggio e attraverso belle e rare fotografie, in bianco e nero e a colori, dei protagonisti e delle proprie famiglie. Fotografie di matrimoni, di gite sociali, di circoli, di manifestazioni varie, che testimoniano la felicità di un’intera comunità, la gioia di vivere e la voglia di fare che ha fatto del Villaggio un’officina di attività, di solidarietà e di mutuo aiuto.

Da questa volontà comune, e dalla comune spinta ideale verso la reciproca solidarietà, è nata l’Associazione Solidarietà Viva, che da trent’anni opera a favore degli anziani bisognosi del Villaggio e della zona Nord della nostra città.

Particolarmente bella e significativa è la copertina del libro: una coppia in sella ad una vespa, ripresa di spalle, che percorre una delle prime strade del Villaggio. Una strada ancora sterrata, piena di buche colme d’acqua, verso la nuova vita che l’attende.

Il bel libro è stato composto a cura del professor Mario Aggiusti.